Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) nei bambini e negli adolescenti

Riconoscere il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) nell’infanzia e nell’adolescenza comporta sfide complesse, poiché i bambini possono manifestare comportamenti spesso confusi con sintomi ossessivo-compulsivi, come pensieri magici e comportamenti superstiziosi.

La valutazione psicodiagnostica in questo contesto si basa sulla complessità dei sintomi, sulla loro variabilità temporale e sul grado di interferenza nella quotidianità del giovane. L’analisi comprende la valutazione dell’impatto dei sintomi sulla capacità di svolgere attività quotidiane come lo studio, il gioco e le amicizie.

I bambini più piccoli in alcuni casi potrebbero non essere in grado di comunicare chiaramente il proprio disturbo. Alcuni nascondono i sintomi per vergogna o sottovalutano il problema. Le compulsioni possono trasformarsi in abitudini automatiche che limitano la vita quotidiana, causando un’invalidità sia per il bambino che per chi lo circonda.

La diagnosi del DOC può essere complessa, poiché sintomi simili possono emergere in disturbi concomitanti come il Disturbo da Tic, la Sindrome di Tourette, il disturbo dello spettro autistico, disturbi alimentari, disturbo da dismorfismo corporeo, ipocondria e disturbi da controllo degli impulsi.

Il DOC di solito si sviluppa gradualmente, ma in alcuni casi può insorgere in modo acuto. Spesso il disturbo è associato all’ADHD, ai DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) o ai disturbi degli impulsi. La prevalenza del DOC è più alta tra i 10 e i 40 anni, con picchi tra i 15-20 anni nei maschi e tra i 20-25 anni nelle femmine.

Differenti manifestazioni per un unico disturbo

Anche in età evolutiva il DOC può assumere molte forme, talvolta presenti contemporaneamente e non immediatamente riconoscibili.

Timori di contaminazione e compulsioni di lavaggio. Queste paure possono derivare da una paura irrazionale di contrarre malattie o di contaminare altre persone attraverso il contatto con virus, germi, batteri invisibili o sostanze tossiche. Possono anche derivare da un timore di entrare in contatto con “sporcizia” in forme più vaghe e difficili da spiegare per il paziente stesso. In questo secondo scenario, prevale la sensazione di disgusto anziché l’ansia. La paura di contaminazione spinge a compiere comportamenti rigorosi di neutralizzazione, come lavare frequentemente le mani, o di evitamento, come non toccare maniglie o interruttori.

Timore di negligenza e compulsioni di controllo. In questo caso vi è una costante paura di non aver svolto le cose in modo corretto o adeguato, di aver dimenticato qualcosa, piuttosto che di aver arrecato danno a qualcuno. Ad esempio, i bambini potrebbero sperimentare angoscia per non aver organizzato accuratamente lo zaino, non aver completato tutti i compiti, aver commesso errori o aver detto o pensato qualcosa di negativo.

Eccessiva tendenza alla superstizione. Si manifesta la paura che la ripetizione (o l’omissione) di un gesto specifico un certo numero di volte, come ad esempio contare oggetti, possa influenzare l’accadimento o la non accadimento di un evento. A titolo d’esempio, un bambino potrebbe preoccuparsi che possa verificarsi una sventura a un suo familiare se non conta almeno tre automobili rosse nel percorso da casa a scuola.

Ordine e simmetria: in questo caso il bambino/adolescente presenta difficoltà nel sopportare la disposizione asimmetrica o disordinata degli oggetti. Questo desiderio di ordine e completezza può estendersi anche a concetti più astratti, come sentirsi in possesso di una conoscenza “completa” su un argomento o aver portato a termine un compito in modo “completo”.

Tendenza all’accumulo: questa tendenza è meno comune e si evidenzia attraverso il bisogno di conservare determinati oggetti, spesso senza una ragione apparente. Per esempio, un bambino/adolescente potrebbe accumulare oggetti privi di valore come foglie, sassi, ecc., nella sua stanza fino a renderla sovraffollata e poco salubre.

Pensieri intrusivi: in questa situazione, si verificano pensieri o immagini che il bambino o l’adolescente considera moralmente inaccettabili e estremamente indesiderabili. Non volendo avere tali pensieri, compie una serie di operazioni mentali che, in realtà, intensificano la loro invasività. Questo disturbo scatena una serie di compulsioni sia a livello mentale che comportamentale, insieme a tentativi di evitamento, tutti finalizzati a controllare l’invadenza dei pensieri e delle immagini. Ciò comporta notevole disagio e impatto sulla vita quotidiana e sulle relazioni personali.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale rappresenta attualmente l’approccio di prima scelta per affrontare e gestire il disturbo. Questo trattamento è composto da diverse fasi, tra cui:

  • Fornire istruzioni psico-educative sia al paziente che alla famiglia, riguardo ai processi sottostanti al disturbo
  • Lavorare sulle credenze cognitive disfunzionali
  • Utilizzare l’esposizione graduale a stimoli che causano disagio, con l’obiettivo di prevenire la risposta compulsiva
  • Considerare eventuali comorbilità (come ADHD, DSA, ecc.)
  • Fornire supporto e addestramento ai familiari per coinvolgerli nel processo di trattamento

Inoltre, durante la terapia cognitiva, i familiari vengono guidati e accompagnati insieme al bambino o all’adolescente. Questo approccio mira a far diventare i familiari una risorsa preziosa per il paziente e al contempo permette loro di affrontare al meglio le sfide quotidiane legate al disturbo.

A valle di una valutazione psicodiagnostica gli interventi vengono calibrati sulla specificità del paziente dall’équipe specializzata nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo coordinata dal Dr. Alessandro Marcengo (membro CEDOC – Centro di Eccellenza per il Disturbo Ossessivo Compulsivo).

La presa in carico dei pazienti in età evolutiva viene seguita dalla Dr.ssa Laura Schiavo

Contatti

Mail: segreteria@centroferraris.it
Telefono: +39 011 3857740

Approfondimenti

Per approfondimenti consultare la nostra sezione di approfondimento Area Diagnosi e Trattamento DOC e disturbi correlati (CentroDOC).